
Apprendo dal blog specializzato nell'argomento Grafica, Bloggokin , www.bloggokin.blogspot.com
che il arriva un nuovo logo di promozione del brand Italia presentato dalla neo ministra al Turismo Michela Brambilla. La tristezza sta' proprio nella realizzazione del suddetto logo, nella tristezza dei colori e nella scelta del primo font disponibile e del piu' insulso effetto di luce (lens flare o faretto) di Adobe Photoshop. Anche se il ministro in questione sembra stia recenrtemente chiarendo che il logo in questione sia solo in una fase di studio e provvisorio, resta comq il fatto che un suddetto studio sia stato probabilmente commissionato e pagato. Provvisorio o no, colgo comunque l'invito di Bloggokin a porre 10 domande al Premier (non quelle di Repubblica su Noemi) e suggerite dall' AIAP (associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva):
Invito chiunque possegga un blog, un sito o un account Facebook a pubblicare le dieci domande a Berlusconi lanciate dall'AIAP e riprese qui sotto.
1. Da chi è composto il team di grafici che l'hanno accompagnata nei voli di stato per lavorare al nuovo marchio per il Made in Italy?
2. A che titolo sono stati selezionati?
3. Ha già avuto modo in passato di avvalersi, a qualunque titolo, della collaborazione di questi grafici? Per quali lavori?
4. Qual'è il compenso totale riconosciuto loro?
5. Oltre a Lei e al team grafico chi altri, e a che titolo, partecipa alla definizione di questo progetto?
6. Chi ha redatto il brief su cui il team ha lavorato/sta lavorando?
7. Chi valuterà la corrispondenza qualitativa del risultato alle finalità richieste?
8. Che budget è stato messo a disposizione per questo progetto?
9. A quanti e quali ministeri e/o dipartimenti fa capo il suddetto progetto?
10. È stato richiesto un parere al Consiglio Nazionale del Design?
ne aggiungerei una 11esima: non poteva chiamare ME o comq noi della Cagliostro? :)
Seduta del consiglio di amministrazione del più grande forum italiano di fumetti.
Amministratore Numero 1: Bene, siamo qui riuniti per decidere il destino dell’utente “NosferatuPress”.
Padre Fondatore: Procedete pure, numero 1, sapete che io non intervengo nelle vostre decisioni ma le appoggio.
Amministratori dal numero 2 al numero 10 (in copia e incolla): Finalmente risolveremo una volta per tutte questo terribile problema! Questo utente rovina il buon nome e la tradizione del nostro forum.
Numero 4: A proposito, numero 6, ti è arrivato il volume della mia casa editrice che ti ho mandato?
Numero 6: Parli del volume di quell’autore Cipriota che avete pubblicato il mese scorso? Si, Numero 4, arrivato ma non l’ho ancora letto, ma sarà sicuramente bellissimo come tutto quello che avete pubblicato sinora. Appena abbiamo sistemato l’utente NosferatuPress facciamo durare un topic di almeno 25 pagine così lo pubblicizziamo per bene.
Numero 4: Infatti, numero 6, che così la settimana prossima c’è Firenze Comics e là ci sono almeno 30 forumisti sicuri, che se lo comprano.
Numero 1: Dunque, NosferatuPress è un problema per noi. Non è antiberlusconiano come noi, non è iscritto al PD, non pubblica fumetti impegnati e ogni tanto ha il brutto vizio di nominare il padre fondatore senza permesso e di argomentare contro il pensiero comune diffuso su questo forum.
Numero 2: Giusto, ci abbiamo messo dieci anni a creare un pensiero comune diffuso, poi arriva questo qui, e non solo vuole pubblicizzare i suoi fumetti ai nostri forumisti ma pretende anche di dire quello che pensa andando contro quello che pensa la nostra maggioranza.
Numero 4: Giusto, rischia anche di distrarci i forumisti dai volumi che pubblichiamo noi. I forumisti sono nostri. Voto per un ban esemplare. Se non bastasse vi copio e incollo quello che mi dice in privato. Lo facciamo passare pure per minaccioso.
Numero 7: Ma NosferatuPress è stato offeso più volte e questa è l’ultima di una lunga serie. Siamo sicuri che lui sia il problema? Forse dovremmo vedere le cose in modo diverso.
Numero 1: Numero 7, la tua è blasfemia. Qui non si vedono le cose in modo diverso da come le vede la maggioranza. Se NosferatuPress non voleva essere offeso non veniva qui a farsi offendere. Eliminato lui, si elimineranno pure le offese e finalmente tutti torneremo a offendere solo Berlusconi.
Numero 7: Scusa, Numero 1, per un attimo ho pensato autonomamente. Non accadrà più. Giusto. La colpa è sua. Non siamo noi che vogliamo farlo stare zitto ma lui che è venuto qui a farsi offendere perché non è come noi.
Numero 6: Mentre parlate ho letto il fumetto del Cipriota, è strastupendo. La cosa migliore che ho letto negli ultimi 10 minuti. Sto già preparando una recensione per Crema di China.
Numero 4: Sei un amico, numero 6.
Numero 6: Ma dai, dividiamo lo stesso forum da una vita, mi regali i fumetti, mi porti alle fiere, mi fai stare dietro al tuo stand, è il minimo che posso fare. Nel prossimo numero di Crema di China ti faccio fare anche una lunga intervista, ok?
Numero 4: Grazie, numero 6, così non solo NosferatuPress si rode il fegato perché lo abbiamo cacciato da qui ma se lo rode due volte quando vede che di lui non parla mai nessuno, mentre i nostri 3 libri li ha recensiti tutto il mondo e abbiamo vinto anche 3 premi, due palloncini e un abbonamento a XL gratuito.
Numero 1: Io propongo un ban di almeno 5 anni per NosferatuPress.
Numero 7: Ma non sono troppi? Se diamo 5 anni a lui allora a quelli che si offendono che gli dovremmo dare?
Numero 1: Niente, quelli sono amici e se li banni poi non vengono alle cene a Lucca e non si comprano i fumetti editi da Numero 4. Allora, propongo almeno 5 anni. Ecco la motivazione: Sospeso a tempo indeterminato l'utente NosferatuPress per contestazione reiterata di una decisione dei moderatori, abuso del mezzo dei mp e minacce all'amministrazione.
A questo si aggiunge l'aggravante della recidività, nonchè una palese incompatibilità con la moderazione del forum.
Padre Fondatore: Procedete pure, numero 1, sapete che io non intervengo nelle vostre decisioni ma le appoggio.
Numeri da
Numero 1: Bene, sapevo che saremmo stati concordi. Allora, il ban finisce il 31 maggio del 2014, magari per allora
Numero 4: Ma voi lo avete preso tutti il libro dell’autore cipriota?
Numero 6: Prendetelo, è consigliatissimo e strabellissimo.
Numero 4: Prendetelo, così, noi invece tra 5 anni ci saremo di sicuro!
Numero 1: Questo forum ci sarà di sicuro.
Padre Fondatore: Procedete pure, numero 1, sapete che io non intervengo nelle vostre decisioni ma le appoggio.
Al 31 maggio del 2014, da oggi, mancano 1830 giorni.
dopo circa 15 anni ho riletto Watchmen. premetto che non lo possiedo e quindi l'ho riletto perchè prestatomi. 15 anni fa era venduto in volume brossurato a prezzo, x me, esorbitante, e fu Giorgio Messina a prestarmelo. qs volta mi persi l'edizione in volume dei classici di repubblica ed ho dovuto farmelo riprestare...si vede che non è destino...
leggendolo allora mi erano rimaste davvero pochissime cose impresse. primo tra tutti Rorschach, e così anche adesso in fondo.ai tempi leggere disupereroi non ufficiali (DC o Marvel) mi aveva in qualche modo messo fuori strada, e non riuscii a calarmi nell'atmosfera geopolitica ed ucronica sullo sfondo, che invece ho apprezzato maggiormente adesso. non che ai tempi mi piacessero le scazzottate alla IMAGE o simili, assolutamente. il disegno di Gibbons (di quel periodo) anzi è molto vicino ai miei gusti, molto piu' europeo...ed in effetti sia Moore che Gibbons sono inglesi a ben pensarci. Alan Moore è di certo un buon geniaccio, gli va riconosciuto, ma anche lui ha le sue fasi di stanca, dovute all'enormità ed alla complessità della storia. alcune parti didascaliche ricordanoda vicino V for Vendetta
insomma dopo 15 anni lo rivaluto ma non lo posso considerare un caposaldo del fumetto planetario solo perchè lo dicono tutti. ...è una gran bella storia matura
certamente. sara' interessante vederne la trasposizione filmica: alcune tavole ho visto sono state riprese fedelmente dal trailer, ma la storia è veramente complessa da rendere inun film... vedremo
who watch the watchmen? :)
Da quando sono, immeritatamente secondo alcuni, meritatamente secondo altri, nel mondo dei disegnatori di fumetti (e non in quello del fumetto, ma la differenza vi apparirà dopo), mi sorge una domanda, un interrogativo da tempo. E' mai possibile che deve esistere la figura di appartenente al mondo del fumetto, solo se si realizzano storie cosiddette impegnate , magari su casi di cronaca (e segnatamente di mafia), o su avvenimenti legati alla resistenza, e per lamaggior parte disegnate non rispettando (volutamente spero) le normali regole della figura, diventando tutti dei seguaci di GiPi, disegnando tutti in toni di grigio, citando tutti sempre Alan Moore, Watchmen, V for Vendetta, il ritorno del cavaliere oscuro, segnalando e sottolinenado come siano capolavori immortali (quasi come la cappella sistina), denigrando ovviamente le loro rese in celluloide, perchè mai saranno all'altezza di siffatti colonne portanti. Ora, mi chiedo, per uno come me cresciuto con i fumetti italiani, e quelli argentini, quasi ignorando i comics americani. Per uno come me cresciuto con Juan Gimenez, Oesterheld , Zanotto, e tutti i "liberi" dell'Eura Editoriale anni 70, 80. Per uno come me che ritiene Crisis sulle Terre infinite una pura scazzottata... Per chi come me preferisce disegnare inseguendo magari le regole e gli stilemi della Bonelli, anche sbagliando sia chiaro, ma che ha anche voglia disperimentare cose nuove..e tra poco le vedrete...per uno come me..o, diciamo solo, per Me.. c'è spazio nel mondo del fumetto? o sarò sempre e solo un outsider? Se tutti i disegnatori di fumetti devono avere i capelli lunghi, essere vestiti male con almeno una maglietta con un buco, la barba incoltissima ed essere per forza ad ogni fiera... (pur essendo miei coetanei) girando col book sottobraccio e riempiendo di sterco il primo che ti passa accanto sorridendogli davanti... se si deve avere questa etichetta... forse questo mondo nerdistico non farà mai quei passiavanti verso i grandi professionisti che ci hanno preceduto.
Caro Perissi,
ci hai frainteso. Il precedente post a firma Claudio Valenti aveva una valenza prettamente ironica e, presupponendo che le vecchie ruggini fossero ormai sommerse dalla brillante vernice del nuovo corso che ormai da un anno ci accomuna in un fattivo e costruttivo dialogo anche "artistico" (vedasi Engaso 0.220) dove è il fare fumetto il minimo comune denominatore.
Tornando al nostro post precdente, il buon Valenti si rivolgeva verso di te col fare dell' abile giocatore di ping pong con stile e impugnatura prettamente cinese e la tua risposta non si è fatta attendere, anche se a mio avviso non hai centrato il punto focale e sciolto il nodo gordiano che ti proponevamo che era solo e soltanto ironico.
Ma tutto quello è fumo negli occhi.
La vera notizia scottante, passata ampiamente sotto silenzio, nell'intervento del bravo Recchioni sul suo blog a proposito della sua intervista al Secolo d'Italia, a mio personalissimo avviso non è tanto il suo presunto outing destrorso ma è di ben altro peso per tutto il mondo del fumetto.
Recchioni scrive:
"confrontarsi con gli accondiscendenti (e spesso amatoriali) giornalisti fumettistici è una cosa diversa dal fare quattro chiacchiere con quelli dell'informazione generalista della carta stampata... mi devo fare più scaltro e usare strumenti di comunicazione meno fraintendibili."
Ci siamo distratti anche noi nella meditazione zen della nostra polemichetta, come la chiami tu, mio caro, per non accorgerci di questa interessante, anzi scottante, considerazione.
Il nostro novello (ma non tanto per chi non ha la memoria corta...) fascista zen, unica vera rockstar del fumetto italiano (certificazione di origine d.o.p. a cura di La Repubblica)mette nero su bianco una verità che non è solo scottante, ma sacrosanta, purtroppo per noi tutti.
Recchioni ci dichiara tranquillamente che i giornalisti fumettistici sono "manovrabili" e "non professionali" ("accondiscenti e spesso amatoriali").
Il giornalismo a fumetti, soprattutto sul web, è quindi un buco nero?
(E con questa definizione mi riallaccio anche in "continuity" al tuo ultimo post, visto che i tuoi blogs li seguo con parecchio interesse).
E io, senza ironia alcuna, perchè non c'è nulla da ridere, ahinoi, non medito quindi su Recchioni che si bulla di se stesso e del suo essere, meditaticamente parlando, una attention whore (anche se forse ancora poco pronta all "alto bordo"), ma medito bensì sul suo mettere a nudo la contraddizione più forte di questo piccolo mondo che è il fumetto.
Come diceva Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo "tutto cambi perchè nulla cambi" e alla luce di ciò teorema di Recchioni sul mondo dell'informazione del fumetto diventa una verità scomoda, facilemene dimostrabile nelle sue parole.
Con immutata stima e affetto ti saluto, Perissi, e spero di incontrarti presto, magari in quel di Napoli Comicon per parlare di tanta bella fantascienza e tanto bel fumetto e non prenderci troppo sul serio e ne prendere troppo sul serio i provincialismi che accompagnano il presepe di cui anche noi due siamo belle statuine.
G.
ps: il logo di comicus è messo solo a rappresentare la categoria dell'informazione a fumetti, soprattutto web, nulla di personale. Non sono stato io a fare di tutta l'erba un fascio, anche se era fascio zen...
Il caso è scottante. La notizia, per certi versi, bomba. Così bomba e così notizia, che ero indeciso se postare questo intervento nella categoria “Ucronia”, in quella viral del fanta-giornale “Daily Cagliostro Press”, o creare una nuova categoria chiamata “rivelazioni”. Ma andiamo con ordine.
La prenderò molto larga: anni fa io e Piero Viola, entrammo in una libreria Feltrinelli. Ammetto la colpa fu mia, il mio occhio cadde su uno scaffale dove c’era un libro.
Ne avevo sentito parlare in una rubrica serale di libri del tg1: narrava di un’ipotetica Italia dove il fascismo era sopravvissuto, si citavano Fiat Balilla70 e il Cardinale Giulio Andreotti. Qualche tempo dopo vedemmo un possibile sviluppo commerciale, grazie al successo editoriale di quella che era ormai una trilogia.
Ci buttammo nel progetto Albi di Occidente. Con tutte le polemiche che vennero dopo. In una parola: messi all’indice dal mondo fumettaro (soprattutto internettiano): come avete osato, Fascisti! Per inciso, diciamola tutta: mai stato fascista in vita mia, un libro è un libro, se si immagina un’ Italia con le portaerei sorrido e mi diverto. Sarò al massimo Fantascienzista, ma ciò non conta. L’etichetta è stata appiccicata. Al rogo, al rogo.
Adesso torniamo al tema: la notizia bomba. Un noto personaggio del fumetto italiano teme di essersi attirato antipatie: si è scoperto di destra, che non sia mai nel mondo fumettaro. Ma non solo. Non è un fascista in doppio petto o liberale, pseudo berlusconiano, no. Un fumettaro deve mantenere un’aura di genio e sregolatezza, mai borghese o peggio liberale.
Si viene a scoprire che esiste un tipo di Fascismo diverso, non lo sapevate? Ma come, è il Fascismo Zen. Avessimo saputo prima della sua esistenza… per la precisione trattasi di “nichilismo speranzoso e fascismo zen”. Si avete letto bene. È una forma di Fascismo buono, radical chic, acculturato ma popolare. È presente anche nelle periferie e nelle borgate tipo l’Appio-Tuscolano. Ma non solo. La definizione viene fatta risalire addirittura a John Milius, regista (destrorso dicono, ma non sarà un regista e basta?) di film come Conan il Barbaro (Swarzenegger tutto muscoli? Fascista!), Alba Rossa (eh no gli americani che combattono contro i russi invasori cattivi in un’Ucronia? Fascista!), Addio al Re (Monarchia? Sei un Fascista!) e Un Mercoledì da Leoni (surf? Fascista!).
Stringo. Vado al sodo. La notizia bomba è che il personaggio in questione trattasi nientemeno che di Rrobe, alias Roberto Recchioni. L’eminente Recchioni autore per la Bonelli ed altri editori noti in Italia. tanto presente in numerosissimi forum e divertenti citazioni. Autore, guarda caso, di un’operazione, se non uguale, parecchio simile alla trasposizione di Occidente in fumetto.
Sì, perché, (cito direttamente da http://robertoalfattiappetiti.blogspot.com/2009/03/roberto-recchioni-il-fascista-zen-del.html) “ (…) (Recchioni) dall’estate manderà in libreria, per le edizioni Panini, il primo di una serie di quattro albi (in formato comic book a colori) ispirata alle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi. Fantasy per young adults, ovvero rivolta a un pubblico più giovane. Spazzatura, per i custodi della letteratura “quattro camere e un tinello”. Furbo sfruttamento di un marchio commerciale, già ringhiano i radical chic. Senza sottovalutare – di contro – le aspettative degli appassionati della saga. L’esercito di un milione di lettori (di copie vendute) che la giovane scrittrice-astrofisica romana, nel breve arco di un lustro, ha radunato nella “terra del vento” attorno alle sue storie di cappa, draghi ed elfi, conquistando diciassette paesi.
«In Italia non c’è peggior delitto che avere successo – ci dice Recchioni – e invece le opere di Licia sono vitali, trascinanti per chi ama la narrativa con forti elementi fantastici, un ottimo fantasy di intrattenimento, ideale per farne un buon fumetto». Eccola, la parolaccia: intrattenimento. «Nei paesi culturalmente non marchiati a fuoco dalle riflessioni sant’agostiniane, “divertiti fino a una certa età, poi pentiti e vai oltre”, – sostiene con la passione di chi è cresciuto a pane, Frank Miller e videogames (…) “
Boh a me ricorda tanto qualche “Albo Occidentale” di nostra conoscenza.. con polemiche simili…con le dovute proporzioni, per carità, ma andiamo avanti… J
Fascismo Zen …
Nessuno qui vuole contestare questo “Outing”. Anzi prende maggior valore quella mia tavola ironica (la vedete riproposta a lato) dove lo avevo disegnato crocifisso. Oggi assume un significato particolare: non ho letto ancora le reazioni, ma immagino sarà stato messo in croce letteralmente, dagli stessi ipercritici che sbranarono la Cagliostro e me personalmente. Che ci riversarono addosso fiumi di inchiostro (virtuale), definendoci addirittura “nazi” . Non è così? Nessuna invettiva da parte…faccio un nome a caso..di Perissi? Mah.. strano, mi aspetterei gli stessi attacchi ferocissimi..ma ancora non li leggo… non che li auguri.
Ci sorprende apprendere, ripeto, dell’esistenza di questo nuovo fenomeno, il Fascismo Zen: al quale, o dei del cielo, potremo finalmente in futuro fare riferimento, cercare appiglio. Ci attaccheranno nuovamente? Avremo la nuova filosofia della non-violenza. Una sorta di giustificazione morale alla quale appigliarci. Sei un Fascista! Si ma lo sono Zen e che cavolo vorresti dirmi? Oh sono nichilista ma mica col doppiopetto. C’ho pure la kefia palestinese oh se, oh ma che? come ti permetti?
Risponderemo con la meditazione. È il Fascismo dalla faccia con la barba incolta, con tanto di capelli lunghi, cappotto lacero e magliette unte.
Oppure assisteremo al concetto due pesi due misure? Il Recchioni è di destra ma è Recchioni suvvia. La Cagliostro? Ma quelli so’ tutti nazi S.S. (Schifosi Scarsi).
Siamo curiosi, in attesa, trepidanti.
Fascismo Zen : che sul fumetto stia per spuntare una nuova Alba di Occidente? J
E se invece avesse venduto fumetti, avrebbe pianto lo stesso?

Oh, secondo me è fighissimo:
"A volte per evitare problemi in casa e non subire le "attenzioni" poco carine di un animale domestico in calore, andiamo a castrare la povera bestia, sicuri che in questo modo avremo meno problemi ed una bestiola più tranquilla. Ma come la prende il povero animale?
Con Kill The Granny ci troviamo di fronte ad una simpatica e divertente storia dove il protagonista è un povero gatto che rivuole i suoi preziosi gioielli fatti togliere dall'amabile nonnina. Per riaverli decide di fare un patto con il demonio, che per ridarglieli chiederà in cambio la vita della vecchietta. Niente di meglio per il gatto che ottiene in questo modo un incentivo per vendicarsi di lei e del gesto che gli ha tolto la virilità.
Sfruttando le proprie vite, il protagonista della storia ci porterà in mezzo a delle situazioni tanto assurde quanto divertenti che non mancheranno di far ridere il lettore. La storia è strutturata in modo da accompagnarci dall'inizio della "missione" fino alla sua conclusione con tanto di colpo di scena..."
- TITOLO: Kill the Granny, la vendetta di un gatto a cui è stata tolta la propria virilità
- AUTORI: Francesca Mengozzi, Giovanni Marcora
- CASA EDITRICE: Vittorio Pavesio Productions
- PREZZO: € 14.90
- A CURA DI: Gianfranco Broun
Oggi vi segnalo DUE CUORI E UNA GATTA - Stupidi umani del bravissimo Kaneda.
Edito da Shockdom, il volume racconta le vicende quotidiane di Kaneda, la sua morosa e la loro gatta!
Vi consiglio anche di dare un'occhiata al simpaticissimo blog!
Vabbè era troppo bello per essere vero!
Dunque: il film su Capitan Harlock non si fa.
Punto. Deciso. Stop.
Ma vedi mai che magari...
"Nonostante tutto, però, esiste la possibilità di vedere un Capitan Harlock in carne ed ossa: il regista indipendente spagnolo Miguel Mesas, in collaborazione con la società Euromedia, ha realizzato nel 2007 una serie di fan-films (cortometraggi liberamente visibili e prodotti non a scopo di lucro, ma con il semplice, dichiarato intento di rendere omaggio a celebri personaggi del mondo del fumetto e dell’animazione) tra i quali uno tratto proprio dal primo episodio della serie TV del 1978 dedicata al pirata spaziale. Il successo è stato tale che in poco tempo il sito ufficiale del regista ha esaurito il limite di banda a disposizione (un risultato accolto con gioia dallo stesso Mesas), il che è indice non solo dell’ottimo livello raggiunto dal cortometraggio in questione ma anche dell’affetto che i fans di tutto il mondo continuano a provare nei confronti dell’indomabile Capitano, che in questo caso è interpretato dall’attore Jorge Cabrerizo."

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