Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Supersmanf (del 29/03/2009 @ 14:53:10, in Daily Cagliostro Press, linkato 376 volte)

È di oggi la notizia secondo la quale, l'ormai noto supertipo che si fa chiamare "Lo Scarafaggio", sarebbe coinvolto in una faccenda di modelle e mafia a livello internazionale. Comparso dal nulla tra i canyon di New York, da qualche mese questo pittoresco personaggio sfreccia sui suoi scintillanti pattini, senza che nessuno abbia ancora capito come faccia ad aderire alle parteti dei grattacieli di Manhattan, o ai palazzi di Soho. Qualche piccola coincidenza lo collega ad un famoso personaggio dei fumetti che, come lui, si aggira tra i palazzi della grande mela; ma nulla in realtà si sa sul suo conto: chi è? da dove viene? cosa vuole da noi? è un vero samaritano o solo un esibizionista in cerca di notorietà?

Questa mattina, una fonte piuttosto attendibile, ha fatto trapelare che la sua apparente sparizione sarebbe legata al presunto rapimento di alcune modelle russe, avvenuto durante le recenti sfilate newyorkesi. Qualcuno dice che, dietro la maschera dello Scarafaggio, si nasconda in realtà un signore del racket della prostituzione; altri sostengono che si tratti semplicemente di un casuale fidanzato deluso, mentre qualcun altro sostiene, addirittura, che si potrebbe profilare all'orizzonte una nuova crisi tra i due ex contendenti della guerra fredda: USA e Russia. Sarebbe infatti molto preoccupante, dover constatare che queste sparizioni, potrebbero portare ad una nuova crisi internazionale.

Per ora nulla è trapelato dall'Ambasciata Russa a Washington, nè dal Palazzo di Vetro dell'ONU, mentre cortei di neo-femministe e sostenitori del nuovo stile tecno-chic (lanciato dalle sfilate appena concluse per la valorizzazione delle bistrattate taglie dispari) cominciano a circolare per le cittadine di entrambi i paesi.

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Di ClaVal (del 27/03/2009 @ 17:13:30, in Opinioni, linkato 796 volte)

Da quando sono, immeritatamente secondo alcuni, meritatamente secondo altri, nel mondo dei disegnatori di fumetti (e non in quello del fumetto, ma la differenza vi apparirà dopo), mi sorge una domanda, un interrogativo da tempo. E' mai possibile che deve esistere la figura di appartenente al mondo del fumetto, solo se si realizzano storie cosiddette impegnate , magari su casi di cronaca (e segnatamente di mafia), o su avvenimenti legati alla resistenza, e per lamaggior parte disegnate non rispettando (volutamente spero) le normali regole della figura, diventando tutti dei seguaci di GiPi, disegnando tutti in toni di grigio, citando tutti sempre Alan Moore, Watchmen, V for Vendetta, il ritorno del cavaliere oscuro, segnalando e sottolinenado come siano capolavori immortali (quasi come la cappella sistina), denigrando ovviamente le loro rese in celluloide, perchè mai saranno all'altezza di siffatti colonne portanti. Ora, mi chiedo, per uno come me cresciuto con i fumetti italiani, e quelli argentini, quasi ignorando i comics americani. Per uno come me cresciuto con Juan Gimenez, Oesterheld , Zanotto, e tutti i "liberi" dell'Eura Editoriale anni 70, 80.

Per uno come me che ritiene Crisis sulle Terre infinite una pura scazzottata... Per chi come me preferisce disegnare inseguendo magari le regole e gli stilemi della Bonelli, anche sbagliando sia chiaro, ma che ha anche voglia disperimentare cose nuove..e tra poco le vedrete...per uno come me..o, diciamo solo, per Me.. c'è spazio nel mondo del fumetto? o sarò sempre e solo un outsider? Se tutti i disegnatori di fumetti devono avere i capelli lunghi, essere vestiti male con almeno una maglietta con un buco, la barba incoltissima ed essere per forza ad ogni fiera... (pur essendo miei coetanei) girando col book sottobraccio e riempiendo di sterco il primo che ti passa accanto sorridendogli davanti... se si deve avere questa etichetta... forse questo mondo nerdistico non farà mai quei passiavanti verso i grandi professionisti che ci hanno preceduto.

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Di Cagliostro (del 25/03/2009 @ 10:02:09, in Opinioni, linkato 447 volte)

Caro Perissi,

ci hai frainteso. Il precedente post a firma Claudio Valenti aveva una valenza prettamente ironica e, presupponendo che le vecchie ruggini fossero ormai sommerse dalla brillante vernice del nuovo corso che ormai da un anno ci accomuna in un fattivo e costruttivo dialogo anche "artistico" (vedasi Engaso 0.220) dove è il fare fumetto il minimo comune denominatore.

Tornando al nostro post precdente, il buon Valenti si rivolgeva verso di te col fare dell' abile giocatore di ping pong con stile e impugnatura prettamente cinese e la tua risposta non si è fatta attendere, anche se a mio avviso non hai centrato il punto focale e sciolto il nodo gordiano che ti proponevamo che era solo e soltanto ironico.

Ma tutto quello è fumo negli occhi.

La vera notizia scottante, passata ampiamente sotto silenzio, nell'intervento del bravo Recchioni sul suo blog a proposito della sua intervista al Secolo d'Italia, a mio personalissimo avviso non è tanto il suo presunto outing destrorso ma è di ben altro peso per tutto il mondo del fumetto.
 

Recchioni scrive:

"confrontarsi con gli accondiscendenti (e spesso amatoriali) giornalisti fumettistici è una cosa diversa dal fare quattro chiacchiere con quelli dell'informazione generalista della carta stampata... mi devo fare più scaltro e usare strumenti di comunicazione meno fraintendibili."

Ci siamo distratti anche noi nella meditazione zen della nostra polemichetta, come la chiami tu, mio caro, per non accorgerci di questa interessante, anzi scottante, considerazione.

Il nostro novello (ma non tanto per chi non ha la memoria corta...) fascista zen, unica vera rockstar del fumetto italiano (certificazione di origine d.o.p. a cura di La Repubblica)mette nero su bianco una verità che non è solo scottante, ma sacrosanta, purtroppo per noi tutti.

Recchioni ci dichiara tranquillamente che i giornalisti fumettistici sono "manovrabili" e  "non professionali" ("accondiscenti e spesso amatoriali").

Il giornalismo a fumetti, soprattutto sul web, è quindi un buco nero?

(E con questa definizione mi riallaccio anche in "continuity" al tuo ultimo post, visto che i tuoi blogs li seguo con parecchio interesse).

E io, senza ironia alcuna, perchè non c'è nulla da ridere, ahinoi, non medito quindi su Recchioni che si bulla di se stesso e del suo essere, meditaticamente parlando, una attention whore (anche se forse ancora poco pronta all "alto bordo"), ma medito bensì sul suo mettere a nudo la contraddizione più forte di questo piccolo mondo che è il fumetto.

Come diceva Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo "tutto cambi perchè nulla cambi" e alla luce di ciò teorema di Recchioni sul mondo dell'informazione del fumetto diventa una verità scomoda, facilemene dimostrabile nelle sue parole.

Con immutata stima e affetto ti saluto, Perissi, e spero di incontrarti presto, magari in quel di Napoli Comicon per parlare di tanta bella fantascienza e tanto bel fumetto e non prenderci troppo sul serio e ne prendere troppo sul serio i provincialismi che accompagnano il presepe di cui anche noi due siamo belle statuine.

G.

ps: il logo di comicus è messo solo a rappresentare la categoria dell'informazione a fumetti, soprattutto web, nulla di personale. Non sono stato io a fare di tutta l'erba un fascio, anche se era fascio zen...

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Di ClaVal (del 20/03/2009 @ 01:31:58, in Opinioni, linkato 495 volte)

Il caso è scottante. La notizia, per certi versi, bomba.  Così bomba e così notizia, che ero indeciso se postare questo intervento nella categoria “Ucronia”, in quella viral del fanta-giornale “Daily Cagliostro Press”, o creare una nuova categoria chiamata “rivelazioni”. Ma andiamo con ordine.

La prenderò molto larga: anni fa io e Piero Viola, entrammo in una libreria Feltrinelli. Ammetto la colpa fu mia, il mio occhio cadde su uno scaffale dove c’era un libro.

Ne avevo sentito parlare in una rubrica serale di libri del tg1: narrava di un’ipotetica Italia dove il fascismo era sopravvissuto, si citavano Fiat Balilla70 e il Cardinale Giulio  Andreotti. Qualche tempo dopo vedemmo un possibile sviluppo commerciale, grazie al successo editoriale di quella che era ormai una trilogia.

 Ci buttammo nel progetto Albi di Occidente. Con tutte le polemiche che vennero dopo. In una parola: messi all’indice dal mondo fumettaro (soprattutto internettiano): come avete osato, Fascisti! Per inciso, diciamola tutta: mai stato fascista in vita mia, un libro è un libro, se si immagina un’ Italia con le portaerei sorrido e mi diverto. Sarò al massimo Fantascienzista, ma ciò non conta. L’etichetta è stata appiccicata. Al rogo, al rogo.

Adesso torniamo al tema: la notizia bomba. Un noto personaggio del fumetto italiano teme di essersi attirato antipatie: si è scoperto di destra, che non sia mai nel mondo fumettaro. Ma non solo. Non è un fascista in doppio petto o liberale, pseudo berlusconiano, no. Un fumettaro deve mantenere un’aura di genio e sregolatezza, mai borghese o peggio liberale.

Si viene a scoprire che esiste un tipo di Fascismo diverso, non lo sapevate? Ma come, è il Fascismo Zen. Avessimo saputo prima della sua esistenza… per la precisione trattasi di “nichilismo speranzoso e fascismo zen”. Si avete letto bene. È una forma di Fascismo buono, radical chic, acculturato ma popolare. È presente anche nelle periferie e nelle borgate tipo l’Appio-Tuscolano. Ma non solo. La definizione viene fatta risalire addirittura a John Milius, regista (destrorso dicono, ma non sarà un regista e basta?) di film come Conan il Barbaro (Swarzenegger tutto muscoli? Fascista!), Alba Rossa (eh no gli americani che combattono contro i russi invasori cattivi in un’Ucronia? Fascista!), Addio al Re (Monarchia? Sei un Fascista!) e Un Mercoledì da Leoni (surf? Fascista!).

Stringo. Vado al sodo. La notizia bomba è che il personaggio in questione trattasi nientemeno che di Rrobe, alias Roberto Recchioni. L’eminente Recchioni autore per la Bonelli ed altri editori noti in Italia. tanto presente in numerosissimi forum e divertenti citazioni. Autore, guarda caso, di un’operazione, se non uguale, parecchio simile alla trasposizione di Occidente in fumetto.

 

Sì, perché, (cito direttamente da http://robertoalfattiappetiti.blogspot.com/2009/03/roberto-recchioni-il-fascista-zen-del.html) “ (…) (Recchioni) dall’estate manderà in libreria, per le edizioni Panini, il primo di una serie di quattro albi (in formato comic book a colori) ispirata alle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi. Fantasy per young adults, ovvero rivolta a un pubblico più giovane. Spazzatura, per i custodi della letteratura “quattro camere e un tinello”. Furbo sfruttamento di un marchio commerciale, già ringhiano i radical chic. Senza sottovalutare – di contro – le aspettative degli appassionati della saga. L’esercito di un milione di lettori (di copie vendute) che la giovane scrittrice-astrofisica romana, nel breve arco di un lustro, ha radunato nella “terra del vento” attorno alle sue storie di cappa, draghi ed elfi, conquistando diciassette paesi.

«In Italia non c’è peggior delitto che avere successo – ci dice Recchioni – e invece le opere di Licia sono vitali, trascinanti per chi ama la narrativa con forti elementi fantastici, un ottimo fantasy di intrattenimento, ideale per farne un buon fumetto». Eccola, la parolaccia: intrattenimento. «Nei paesi culturalmente non marchiati a fuoco dalle riflessioni sant’agostiniane, “divertiti fino a una certa età, poi pentiti e vai oltre”, – sostiene con la passione di chi è cresciuto a pane, Frank Miller e videogames (…) “

 

Boh a me ricorda tanto qualche “Albo Occidentale” di nostra conoscenza.. con polemiche simili…con le dovute proporzioni, per carità, ma andiamo avanti… J

 

Fascismo Zen

Nessuno qui vuole contestare questo “Outing”. Anzi prende maggior valore quella mia tavola ironica (la vedete riproposta a lato) dove lo avevo disegnato crocifisso. Oggi assume un significato particolare: non ho letto ancora le reazioni, ma immagino sarà stato messo in croce letteralmente, dagli stessi ipercritici che sbranarono la Cagliostro e me personalmente. Che ci riversarono addosso fiumi di inchiostro (virtuale), definendoci addirittura  “nazi” . Non è così? Nessuna invettiva da parte…faccio un nome a caso..di Perissi? Mah.. strano, mi aspetterei gli stessi attacchi ferocissimi..ma ancora non li leggo… non che li auguri.

Ci sorprende apprendere, ripeto, dell’esistenza di questo nuovo fenomeno, il Fascismo Zen: al quale, o dei del cielo, potremo finalmente in futuro fare riferimento, cercare appiglio. Ci attaccheranno nuovamente? Avremo la nuova filosofia della non-violenza. Una sorta di giustificazione morale alla quale appigliarci. Sei un Fascista! Si ma lo sono Zen e che cavolo vorresti dirmi? Oh sono nichilista ma mica col doppiopetto. C’ho pure la kefia palestinese oh se, oh ma che? come ti permetti?

Risponderemo con la meditazione. È il Fascismo dalla faccia con la barba incolta, con tanto di capelli lunghi, cappotto lacero e magliette unte.

 

Oppure assisteremo al concetto due pesi due misure? Il Recchioni è di destra ma è Recchioni suvvia. La Cagliostro? Ma quelli so’ tutti nazi S.S. (Schifosi Scarsi).

Siamo curiosi, in attesa, trepidanti.

 

Fascismo Zen : che sul fumetto stia per spuntare una nuova Alba di Occidente? J

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Di ClaVal (del 16/03/2009 @ 13:58:18, in Daily Cagliostro Press, linkato 257 volte)

Spektral: Pericolo o Minaccia?

 

Inauguriamo il nostro nuovo giornale con il primo articolo appena arrivato in redazione:

 

Dopo l’omicidio Harrison (fotografo londinese ucciso a Roma, N.d.R.), diverse sono le voci che portano a sospettare del cosiddetto “Spektral”. Per chi non lo conoscesse, “Spektral” (a lato in un identikit dell'interPOL, courtesy e (c) Piredda Agency), è il nome dato ad un vero e proprio serial killer, un criminale che imperversa in Europa già da diverso tempo. Alcuni, piuttosto romanticamente, gli hanno donato una presunta patente di eroismo, di vendicatore, per via del fatto che, tra le sue vittime, alcuni sono risultati essere criminali. Ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare; lo Spettro è solo un volgare assassino: se ha ucciso altri assassini, o ladri, o violentatori, ciò non può giustificare comunque una vita strappata.

Questo giornale non ha mai fatto del buonismo la propria bandiera, ma è bene sottolineare che le presunte giustizie compiute, nascondono solo una mente contorta, deviata, sanguinaria. Basta dare una scorsa ai referti dei vari medici legali, che si sono succeduti negli esami autoptici compiuti dopo ogni intervento, provato o presunto, di Spektral.

Le vittime hanno sempre sofferto in modo indicibile, spesso sono stati ritrovati corpi dal volto sconvolto, dagli occhi sbarrati, quasi che il terrore fosse la causa prima della morte, oltre le numerose coltellate.

Come giornalista, ho dovuto spesso scrivere di omicidi efferati, ma mai giustificati da nessuna aura di giustizialismo. È chiaro chi sia questo cosiddetto vendicatore: solo un folle, psicopatico, che si nasconde dietro una maschera, che non ha il coraggio di esporsi alla luce del sole. È notizia da poche ore che altri cosiddetti vendicatori mascherati cominciano a farsi notare. L’ultimo caso è quello di un ragazzo su pattini, che si fa chiamare lo “Scarafaggio”.

Anche se, al momento, sembra restare un personaggio più scanzonato che pericoloso. Ma fino a quando?

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Di Cagliostro (del 12/03/2009 @ 09:41:52, in Opinioni, linkato 259 volte)

E se invece avesse venduto fumetti, avrebbe pianto lo stesso?

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Di ClaVal (del 12/03/2009 @ 01:16:05, in Parole, linkato 222 volte)

 

 

Caldo. Faceva troppo caldo. Era da tempo ormai che si trascinava.

Seguiva più il suo istinto. che non una direzione precisa. E bestemmiava.

Era colpa di tutti: il suo Ufficiale Superiore, il suo dio, il mondo.

In ogni caso non era il suo.

AixiA III era una vera palla di fango galleggiante nel cosmo. Inutile quanto basta, ma il suo velivolo aveva deciso di sbatterci sopra e renderlo, per ora, il centro dell’Universo.

L’incidente era avvenuto due giorni prima, durante una ricognizione ai limiti estremi della zona neutrale.

L 'obiettivo era di rintracciare i resti di una flotta nemica che tentava di riorganizzarsi nei pressi del sistema AixiA.

Ma, al pari di un animale ferito, il Nemico lanciò una disperata controffensiva. Molti avevano perso la vita.

Fondamentalmente, l’aviatore precipitato, aveva altri problemi immediati, che non la gloria del governo.

Il segnale d'emergenza era attivato, ma la posizione di AixiA III era al di là di qualsiasi rotta, civile o militare.

Il suo intercettore, colpito e mutilato degli stabilizzatori principali, aveva iniziato una folle corsa verso lo spazio aperto, e solo dopo diverse manovre era riuscito a

riprogrammarlo verso il mondo più vicino.

AixiA III non era stato studiato approfonditamente dalla comunità scientifica. Verificatane l'abitabilità. il pianeta fu poi dimenticato durante le fasi concitate della guerra.

Davvero poco si conosceva riguardo fauna. flora od eventuali culture locali.

Adesso, dopo ore, il caldo umidiccio cominciava a sfiancarlo. Fermatosi, cominciò ad osservarsi intorno. Una delle regole dell’accademia obbligava ad un rapporto costante in territorio ignoto. L‘Esercito poteva sempre trarre un qualche vantaggio dalle sue esperienze.

Le piante più grandi apparivano come enormi torrioni lignei svettanti nel cielo. Un manto di humus ricopriva in larga parte il terreno sconnesso. Lassù, in alto, il sole: la stella AixiA, appariva nascosto dalle enormi foglie.

AixiA III brulicava di vita animale, e per il naufrago ciò poteva costituire un problema.

Su delle enormi foglie simili a figure geometriche, aveva intravisto alcuni rettiloidi dall’aspetto terrificante; e se nel cielo maestosi uccelli dalle piume multicolori volteggiavano innocenti, a terra feroci felini, grandi quanto una corazzata, avanzavano silenziosamente.

Dopo essersi rimesso in cammino, tutto ad un tratto dovette fermarsi. Restò affascinato: un segno d'intelletto si stagliava di fronte.

Dalle incredibili dimensioni, quella che sembrava una qualche dimora di antichi principi, dominava il panorama.

Colossale ed oscura, la costruzione emanava il fascino antico delle cattedrali di Shoggoth, la luce non riusciva a penetrare le pareti opache, se non attraverso strane finestre lunghe dal materiale trasparente e luccicante. Le mura di pietra liscia erano sporcare qua e là da chiazze d’antica umidità, grandi come laghi. Blocchi monolitici componevano le alte mura possenti, in parte ricoperti da bianca calce, in parte scoperti, gialli, porosi, e con segni del tempo millenario.

L’antica dimora si stagliava, imponente, in una radura all’esterno della giungla in cui l’aviatore era precipitato. Persino le mostruosità della foresta ne erano intimorite, restandone lontane.

Grande doveva essere il potere degli abitanti di quella dimora. Paragonabili ai Grandi Antichi della propria patria.

Si Avvicinò saltellando. Ad una più attenta osservazione, quel palazzo dimostrava tutto il peso dei secoli. Diverse crepe erano presenti in basso dove mucose umide si erano adagiate.

L 'aviere non era certo un esperto di architettura, ma non gli riuscì difficile riconoscere una certa rozzezza stilistica in quelle forme squadrate ed assurdamente rette. L 'insieme, pur nella sua maestosità, era basato su una serie di rettangoli, quadrati, cubi e parallelepipedi di varie misure.

L 'intera costruzione sembrava un postulato geometrico tridimensionale. La razza artefice di tutto questo doveva essere potente si, ma fredda: un grande popolo ma senza cuore.

Tutto questo filosofeggiare distrasse l'aviere, e quando un'orribile quanto innocua creatura vermiforme gli sfiorò le gambe d'istinto cacciò un urlo.

Questo fu un errore. Un rettiloide lo individuò dall’alto di una foglia dove, pigramente, riceveva qualche raggio di sole. Con un balzo tremendo si pose fra lui e la vegetazione impedendogli ogni possibilità di mimetizzazione o di fuga.

Mentre il rettile lo studiava con i suoi verdi occhi. 1'aviere impugnò il fucile, indietreggiando verso la costruzione aliena.

Il rettile alieno aveva cominciò a rincorrerlo.

Capì di non farcela.

Roteò il torso mirando ad uno degli occhi della bestia, sparando una, due, tre volte...

L 'animale, colpito, incespicò per un momento. Poi puntò nuovamente sull'aviere. Gli fu addosso in un lampo, mentre il povero naufrago sparava all’impazzata. I primi due colpi andarono a vuoto. Al terzo riuscì a far saltare via una zampa. Ma alla fine la natura aliena ebbe il sopravvento. La lingua rettile si avvolse al corpo dell’aviere, arrivando al collo e spezzandoglielo Morente nelle fauci del mostro, 1 'ultima cosa che il Coleottero vide, fu una creatura gigante dall’aspetto folle uscire dalla casa aliena. Fu l.ultima cosa che vide.

Quando il contadino aprì la porta, vide nel giardino una piccola lucertola sanguinante, senza zampe, con un occhio bruciato.

Pensò quanto crudeli potessero essere i ragazzini al giorno d'oggi.

 

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